L'ulivo in Magna Grecia, una pianta sacra alla dea Atena

In Grecia erano presenti molti e fiorenti oliveti e in particolare ne era ricca la pianura vicino ad Atene. Non a caso l’olivo era la pianta sacra alla dea Atena ed era stata proprio lei che, in gara con Posidone per il possesso dell’Attica, aveva vinto facendo nascere l’ulivo dalla sua asta vibrata nel terreno.

Lagaria guardando gli ulivi addomesticati anche in Magna Grecia ricorda come "è in un grande antico olivo che viene intagliato il letto di Ulisse a Itaca. Di un verde ramo d’olivo è fatta la clava di Polifemo, una scheggia della quale servì a Ulisse per accecare il mostro. Il manico della scure che Calipso dona a Ulisse è d’olivo, e d’olivo è il manico dell’ascia di Pisandro e a un olivo Omero paragona Euforbio che cade sotto i colpi di Menelao"

Occorre sottolineare che se il vino per i classici esalta la mente e si esprime nel simposio, l’olio cura il corpo e lo esalta nelle gare atletiche. L’olio unge i muscoli dei corridori e dei lottatori, d’olivo (selvatico) è il serto che adorna il capo dei vincitori e vasi d’olio sono il premio per le Panatenaiche. Anche se l’olio era considerato un genere di lusso e comunque prezioso, tra le classi agiate ateniesi, se ne faceva un uso giornaliero e notevole. È stato calcolato che un cittadino che frequentava il ginnasio consumava in un anno 30 litri di olio per l’igiene e la cura del corpo, 20 litri per l’alimentazione, tre litri come lubrificante e per l’illuminazione, mezzo litro come farmaco e un paio di litri per i riti sacri. Tra questi, importantissimi, i riti funerari con la purificazione e unzione dei corpi. Grande la produzione di profumi e di balsami derivati dall’olio d’oliva"

Nell’antica Grecia e nelle sue colonie l’unicità della pianta è testimoniata dalla protezione di cui godeva: l’abbattimento di un olivo era considerato un reato gravissimo. Aristotele nella Costruzione degli Ateniesi menziona una legge che condannava alla pena di morte coloro che si fossero resi colpevoli di tale delitto.

Lagaria ricorda infine come "L’amore e la venerazione del coltivatore d’olive greco per questa pianta viene trasmesso di generazione in generazione. Si racconta che con la nascita di un bambino viene piantato un albero d’ulivo in modo che cresca insieme al bambino. Quando egli inizia la scuola all’età di sette anni, l’ulivo è pronto a produrre i suoi frutti. L’albero sacro cresce con la famiglia, ma avrà una vita molto più lunga in quanto avrà il compito di proteggere la successiva generazione"
IMG-20210428-WA0054 1jpg