LAGARIA, madre di Epeo

Lagaria è la moglie di Panopeo, dalla loro unione nasce Epeo. Focese di Parnasso, montagna del centro della Grecia che domina la città di Delfi. Qui ha visto crescere il figlio Epeo che, nonostante gli sforzi della madre, non eccelle in nessuna disciplina, eccetto che nel pugilato. Con il tempo, il giovane Epeo, matura anche una grande passione per la lavorazione del legno. Come tutte le donne di buona famiglia greche si occupava principalmente del buon andamento della casa. Trascorreva, quindi, la giornata nel gineceo (stanze assegnate alle donne) dove sotto la sua tutela vivevano anche i figli e le schiave, che trattava con rispetto. Filava e tesseva, controllava i lavori di casa e organizzava le cerimonie familiari e i banchetti, ai quali, però, non prendeva parte. Come tutte le donne greche, usciva in rare occasioni, come le feste di matrimonio o le feste religiose. Particolarmente attenta al culto del dio Apollo, amava il sole e la musica. Una buona madre e una donna sensibile, cordiale e attenta. Nonostante libera si sentiva prigioniera dello status sociale della donna nell'antica Grecia. Nei poemi omerici il mondo greco viene generalmente descritto come una società improntata ad un forte patriarcato. I gruppi sociali appartenenti alla realtà cittadina vedevano gli uomini nati liberi da una parte, gli stranieri (meteci) e gli schiavi dall'altra...ma tra gli esclusi vi erano le donne. Lagaria sognava un mondo nuovo, dove la donna non è merce di scambio o strumento per consolidare potere e proprietà. Aveva sentito parlare di Andromaca, a cui il marito Ettore devolve in sua assenza interamente i propri compiti e doveri, nel momento in cui si appresta ad avviarsi incontro a morte certa nel combattimento che lo vedrà affrontare Achille e cadere sul campo. 

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