Il porto di Siris e gli esuli troiani

La Siritide è una regione storica della Lucania centro-meridionale. Più precisamente si indicava con il nome Siritide la zona d'influenza dell'antica città di SirisQuesta zona corrisponde all'attuale territorio occidentale del metapontino, compreso tra i fiumi Sinni, Cavone e Agri (gli antichi Siris, Akalàndros e Akìris). I fiumi erano le "autostrade" dell'epoca, grazie a loro uomini e merci si spostavano con facilità. 

La Siritide ebbe un territorio ricco e fertile, sul quale, secondo la tradizione, si stanziarono dapprima esuli troiani intorno al XII secolo a.C. e poi coloni provenienti da Colofone, città della Ionia (costa centro-occidentale dell'attuale Turchia), nel 675 a.C. circa.

La città venne fondata, verosimilmente da coloni focesi, indicativamente a cavallo tra l'VIII e il VII secolo a.C. nei pressi della foce del fiume Siris, l'attuale Sinni

La floridezza e la ricchezza della colonia, acquisite nel corso dei decenni, suscitarono "l'invidia", ma soprattutto la preoccupazione delle vicine città achee di Metapontum (attuale Metaponto), Sybaris (attuale Sibari) e Kroton (l'attuale Crotone) che vedevano espandersi il potere economico di una colonia ionia. Alleatesi, le tre città invasero la Siritide e sconfissero intorno al 570-565 a.C. Gli esuli si rifugiarono probabilmente sulla vicina altura di Pandosia (attuale Anglona), sulle alture delle attuali Montalbano Jonico e Tursi. Un secolo e mezzo dopo a circa 5 km venne fondata una colonia congiunta di tarentini e turioti, con il nome Heraclea. Di Siris restò solo il porto che da allora venne utilizzato da Heraclea

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