ETTORE E ACHILLE, LA GRANDE SFIDA

Il duello tra Ettore e Achille e la morte di Ettore è forse il passo più famoso dell'Iliade di Omero. Il nostro Basileios ha visto con i propri occhi i due eroi, uno di fronte all'altro, sotto le inespugnabili mura di Troia.

Parlando Achille scagliò la lancia contro Ettore, ma egli vedendola riuscì ad evitarla: si abbassò e l’asta lo schivò, conficcandosi nel terreno, ma Atena, senza essere vista da Ettore, la ripose nelle mani di Achille.

A quel punto Ettore disse ad Achille: “La tua mira non ha avuto un esito positivo!"  Mentre parlava, bilanciò l’asta e la scagliò ma centrò lo scudo di Achille, non fallì il colpo, ma l’asta rimbalzò cadendo per terra.

Ettore si innervosì, perché il suo lancio fu inutile, e preso dallo sconforto, perché non aveva più lance; chiamò il fratello, perché gli passasse un’altra lancia, ma egli non gli era più vicino.

Allora Ettore capì il suo destino interpretato dal fato e gridò: “Ahi! Adesso non ho più alcun dubbio, gli dei hanno decretato la mia morte. Atena mi ha imbrogliato. So che devo morire, ma non mi ritirerò, lotterò fino all’ultimo perché io possa morire gloriosamente così che i miei posteri mi possano stimare”.

Mentre parlava così, estrasse la spada e partì di scatto all’attacco.

Anche Achille sguainò la spada e, con il cuore selvaggio carico di collera, pose davanti a sé lo scudo creato da Efesto, per poi colpire a morte Ettore.

Troia perde così il suo più grande eroe, ma le sue mura non sono ancora espugnate. 

Servirà l'inganno di Ulisse, con il cavallo di legno realizzato abilmente da EPEO, per superare le mura e conquistare la città.  


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