Enotria, una terra antica e feconda

Gli Enotri erano un'antica popolazione dell'Italia preromana stanziata, attorno al XV secolo a.C., in un territorio di notevoli dimensioni, che da questi prese il nome, Enotria.

L’Enotria occupava nell’antichità un vasto territorio compreso tra le colonie greche di Poseidonia e Metaponto e la maggior parte della Calabria settentrionale.

I centri in territorio lucano erano in realtà dei cantoni corrispondenti ai diversi bacini fluviali. In questo territorio prevalentemente montuoso e boschivo, le valli fluviali erano le principali vie di comunicazione tra lo Ionio e il Tirreno.

I centri abitati degli Enotri erano situati in posizioni dominanti per poter meglio controllare il territorio e gli itinerari. Si trattava di piccoli centri costituiti da capanne, con un’organizzazione sociale di tipo tribale e basata sui rapporti di parentela. L’artigianato era abbastanza fiorente anche se l'economia era essenzialmente agricola.  

Il nome Enotria deriva dal greco ôinos (vino) a causa dei floridi e numerosi vigneti del territorio. Virgilio declama l'Enotria “terra antica, potente in armi e feconda" e Polibio li dice "un popolo in possesso di “ogni virtù, per onestà di costumi, benignità della natura, ospitalità verso tutti".  

Gli Enotri erano abili nell’utilizzazione del legname e della carpenteria. Nell’Enotria sorge un sito archeologico di Lagaria, una città fondata da Epeo che era il falegname per eccellenza, l’artista che secondo il mito aveva costruito il cavallo di Troia per volere di Atene.  

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