collane, pendenti, orecchini, cinture e spille interamente fatte di ambra, la moda delle donne enotrie

Visitare il Museo della Siritide significa anche rimanere incantati di fronte ai gioielli in ambra esposti nelle vetrine dedicate alle donne enotrie: collane, pendenti, orecchini, cinture e spille interamente fatte di ambra, databili tra VIII e IV secolo a.C. e ricercate per le virtù magiche e terapeutiche attribuite a questa preziosa resina fossile.

Si perché sin dall’antichità all’ambra si sono attribuite valenze magico-protettive e terapeutiche, in quanto ritenuta di origine divina.

E quindi come non raccontare il mito greco di Fetonte, figlio del Sole e della ninfa Climene, che per vantarsi con l’amico Epafo, figlio di Zeus, di essere il figlio del Sole, pregò questi di lasciargli guidare il suo carro d’oro e di fuoco. Ma Fetonte, inesperto della guida del carro solare, perse il controllo dei cavalli, che imbizzarriti, prima salirono troppo in alto bruciando un tratto del cielo che divenne la Via Lattea, poi si avvicinarono alla Terra, bruciando la Libia che divenne un deserto e gli Etiopi che divennero neri e tutta la terra cominciò a bruciare. La Madre Terra insorse chiedendo aiuto a Zeus, che adirato scagliò un fulmine  contro Fetonte, facendolo precipitare presso le foci dell’Eridamo (fiume Po). Le Eliadi, sorelle di Fetonte, sconvolte per la morte del fratello impietrirono per il dolore dinanzi al suo corpo. Lentamente si trasformarono in alberi e le loro lacrime cadendo nell’acqua del fiume si trasformarono in ambra (Ovidio, Metamorfosi, I, 750-II, 405).

In foto il corredo in ambra della Tomba 83 rinvenuta a Latronico (PZ), Località Colle dei Greci, datata alla metà del VII secolo a.C.  esposto presso il Museo della Siritide di Policoro (MT).

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